ASSOCIAZIONE CULTURALE  

ATELIER YAONDE

          

                        D I N O  M A R I A N I 

                        L E   A L I   D E L L A  L I B E R T A'

 

 

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Nel valore plastico di ogni scultura  è rintracciabile il segno della sensibilità espressiva.   Pieno e vuoto, luce e ombra,      sono di volta involta carezze, pressioni,     finanche graffi e pugni, che coinvolgono simultaneamente vista e tatto in un i

ncessante lavoro che mira al proprio

esauriente completamento.  

Esattamente  come avviene, seppur diversamente, in qualsiasi altra arte.            Mariani lo sa bene, in trent’anni ha

collaborato alla realizzazione di sculture in   bronzo per  artisti di notorietà internazionale,       tra cui Francesco Messina, Floriano Bodini e Arnaldo Pomodoro.         

La fonderia è dura maestra, serve

esperienza, pazienza,    precisione,

sensibilità, ci vuole niente a   realizzare

una fusione priva divita... e questo  non deve

mai succedere, costi quello che costi.    

Eppure anche nel rapporto faticoso

con la  materia si nasconde l’ispirazione d’origine       che    consiste nell’inseguire

linee sottili,    precise, assolute e libere.  

Tant’è che ogni valore  plastico, ogni ombra anche la più  marcata, si prestano ad essere anche tratteggiate   finemente, in punta di

matita.   Liberata dalla massa l’ispirazione prende   il volo:  nei gouaches di Mariani le insenature diventano curve, i rilievi vorticose

salite e  discese; il foglio, come fosse cielo aperto,  si lascia attraversare in ogni senso.                                                                           E’ disegno nella sua eccezione più semplice        e immedi

 

 

 

 

Figure di uccelli si vanno formando quasi naturalmente, inevitabilmente, non che

abbiano un senso narrativo - nemmeno

gli uccelli in     volo ne hanno mai - , sono

la nota prosaica, figurativa, l’elemento che impedisce al volo di svanire nel nulla,  e          sono la migliore testimonianza  di quanto

spesso la realtà    superi qualsiasi  immaginazione perché è in essa che

dimorano la vita, la morte, il dolore e la gioia.                                                                  

Nei disegni di Mariani gli uccelli volano,

ma   sono anche morti, ridotti a scheletri,

liberi e in gabbia, felici e infelici. 

Proprio come ogni  uomo ed ogni donna al mondo.                        

Certo l’amicizia e la collaborazione con

tanti  artisti deve aver rafforzato questa

sua  inclinazione estetica, e forse anche quell’irripetibile periodo degli anni ‘70 in cui,      tra pop e optical,  si riuscì ad interrompere

il perpendicolarismo alla Mondrian con note    curve, gioiose e apparentemente

disimpegnate.  Solo, va detto, che il colore i

n Mariani non percorre le strade dei forti

contrasti, dei colori  puri e complementari,  gouaches e  aniline su carte povere

sembrano velature e certi ocra,   certi gialli e azzurri, sono di tradizione italiana. 

Poteva essere diversamente? 

 

 

 

 

 

Dino Mariani scultore e pittore, 

sceglie l’immateriale per spiccare i

l suo volo libero.    

Così facendo sconfina nella poesia, 

forse   l’arte che più  di ogni altra mal

si adatta    allo spazio angusto

delle certezze.