ASSOCIAZIONE CULTURALE  

ATELIER YAONDE

 

          G. R I C C I O  

                        E  L' E S P R E S S I O N I S M O  U R B A N O

 

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Riccio è un artista libero, quasi tribale,  puro  e   determinato come  un bambino  nel suo disegno,        lucido nella sua denuncia sociale.
Sarcastico, irriverente e saggio come un     ultracentenario, non si  accontenta di una semplice narrazione ma crea veri e propri  accadimenti destinati     a durare.       Interviene sulla tela con tagli,  pennellate come sangue, oggetti incollati tanto che l'opera d'arte        si  trasforma in una rappresentazione teatrale capace       di rinnovarsi ogni  volta di fronte allo sguardo.
La realtà non è solo frutto di citazioni, è   nella             strada che percorri  ogni giorno.                                Quella sì, è stata una citazione.                                   Quella strada è  disseminata di "reperti"  ad opera di sconosciuti tra sconosciuti,  nelle notti senza storia e        nei giorni dimenticati la sera stessa. 
Mendicanti, sirene delle ambulanze, preservativi... persone già troppo  infastidite per lasciarsi irritare      ancora da ogni noncuranza,  sembrano aver perso     ogni propensione alla meraviglia se non per una      nuova vetrina o per qualsiasi immagine patinata sui manifesti  pubblicitari.                                                     Temi che non fanno nemmeno in tempo ad invecchiar

 

 

 

Eppure lui, il RICCIO, per quarant'anni  non ha    trascorso un solo  giorno della  sua vita senza     osservare ogni cosa minuziosamente, le  persone frettolose che aggirano lo stesso lampione, i numeri,   quanti  numeri, come lettere, parole che non hanno  senso; e in tutto questo i  pensieri, come veri fumetti,   grigi,  evanescenti, tangibili nel  silenzio delle       confidenze e nel baccano del traffico cittadino.
E' vero, sembra la narrazione di un espressionismo    volto al negativo,  destinato all'infelicità, eppure            nelle opere del Riccio quella sua vitalità perfino  chiassosa, quella propensione al grottesco  ci  restituiscono una visione limpida,  tutt'altro che     assuefatta e  moribonda, proprio come la      racconterebbe un bambino o un  extraterrestre             che avesse vinto un week-end a Milano.                        Un po' come  sarebbe stato per Novecento,                      il pianista  di Baricco, se si fosse  deciso  a scendere        a terra, quello stupore che l'avrebbe accompagnato       ad ogni passo  nelle strade ordinarie, dove invece     niente si ripete  per davvero, quando si vive con gli   occhi bene aperti
.

 

 

 

RICCIO
La stessa barba rossiccia, gli stessi occhi                   azzurri di Van Gogh.
Vive a Milano da sempre.